Un’ altra visione del Presente

E’ da molto che lo penso,
da sempre mi piace osservare e cercare di “vedere” aldilà delle credenze, il Viaggiare mi ha insegnato molto e ciò che io chiamo Universo mi ha sempre accompagnato.
Ora vi scrivo una delle cose che mi successe in un Viaggio (realtà non fantasia) che come una parabola spiega ciò che voglio dire. poi più sotto metterò ciò che scrive un noto psicologo. Spero vogliate leggere Tutto e se volete condividere,

“Ero in Spagna in bici ed avevo una meta ben precisa e per natura sono un testardo, giorno dopo giorno mi svegliavo ed il tempo era sempre più brutto, quando mi fermavo in un bar a bere un caffè la televisione mi mostrava il tempo nefando che avrei trovato e giorno dopo giorno sempre peggio ma…Io non volevo cedere.
Ad un certo punto del mio cammino,ad un bivio ho imboccato una strada per me giusta, pedalo e pedalo con il vento contro sempre più forte, dopo un oretta circa…mi accorgo che quella strada che avevo imboccato mi aveva portato indietro senza che me ne accorgessi!!!!
Per un attimo mi sono arrabbiato con me stesso, ero esausto, ho trovato un piccolo bar dove riprendermi e parlando con il barista mi dice che per tornare nella strada giusta che volevo fare avevo circa altri 20 km oppure li vicino iniziava una bella strada in leggera discesa e con il vento in poppa che mi avrebbe portato in un posto ancora più bello e nuovo per me!

Tutto ad un tratto ho capito! Che stupido ero stato!
Erano giorni che l’ Universo mi parlava ed io non l’ascoltavo fin quando mi ha adirittura girato la bici e portato nei miei passi e…che regalo mi ha fatto, TUTTO poi è stato meraviglioso e con il sole!!!
Grazie Universo.

Ora vi riporto lo scritto di Morelli che condivido pienamente.

Bellissima riflessione dello psicologo Morelli

“Credo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte.
Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare…
In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l’economia collassa, ma l’inquinamento scende in maniera considerevole. L’aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira…

In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.

In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all’altro, arriva lo stop.
Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro.
Sappiamo ancora cosa farcene?

In una fase in cui la crescita dei propri figli è, per forza di cose, delegata spesso a figure ed istituzioni altre, il virus chiude le scuole e costringe a trovare soluzioni alternative, a rimettere insieme mamme e papà con i propri bimbi. Ci costringe a rifare famiglia.

In una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel “non-spazio” del virtuale, del social network, dandoci l’illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.
Quanto abbiamo dato per scontato questi gesti ed il loro significato?

In una fase sociale in cui pensare al proprio orto è diventata la regola, il virus ci manda un messaggio chiaro: l’unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunita, il sentire di essere parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si può prendere cura di noi. La responsabilità condivisa, il sentire che dalle tue azioni dipendono le sorti non solo tue, ma di tutti quelli che ti circondano. E che tu dipendi da loro.

Allora, se smettiamo di fare la caccia alle streghe, di domandarci di chi è la colpa o perché è accaduto tutto questo, ma ci domandiamo cosa possiamo imparare da questo, credo che abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci.
Perchè col cosmo e le sue leggi, evidentemente, siamo in debito spinto.
Ce lo sta spiegando il virus, a caro prezzo.”

(Cit. F. MORELLI)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...