Essere Riconosciuti

Penso che una delle più importanti cause che creano problemi, a volte inconsapevolmente, a molte persone sia il NON ESSERE RICONOSCIUTI.

Cosa intendo per Non Essere Riconosciuti? Intendo, indipendentemente dall’età, quando non veniamo riconosciuti da uno o entrambi i genitori; Non importa il motivo, ce ne possono essere molti come incomprensioni o non soddisfare le aspettative o preferenza di un figlio anzi che essere unanimi o molto altro ancora ma…il non essere riconosciuti sarà comunque come un piccolo tarlo che scaverà dentro di noi formando un buco d’affetto che in un modo o nell’altro ci creerà uno scompenso nella nostra Vita sfociando inevitabilmente in varie manifestazioni.

Il non essere riconosciuti non è soltanto da genitore a figlio, che volente o nolente è il fardello più pesante che ci portiamo, ma può essere nell’ amicizia, o in una relazione o nel lavoro etc. ed il bello ( o forse meglio il brutto) è che più ” quel tarlo ” scava dentro di Noi più avremo bisogno e cercheremo di essere riconosciuti e più soffriamo quando non lo siamo.

Il desiderare assolutamente di essere riconosciuti, però, può essere una trappola; Non bisogna mai snaturarsi per essere riconosciuti, anche se al momento è la cosa che più vorremmo, Noi siamo Noi e non quello che un Padre, una Madre, un amico ,un amica o chissà chi vorrebbe che noi fossimo, Noi siamo Esseri Unici e la nostra Unicità è la cosa più bella che ci sia (e che ci differenzia dagli altri,) e dobbiamo esserne fieri!!

L’importanza dei Ruoli

Io non sono né psicologo, né terapista né nient’altro ma ho fatto parecchie esperienze nella mia Vita, che mi hanno arricchito e Amo osservare e apprendere anche dalle piccole cose e ciò che scrivo è sempre un Vissuto.

L’ Importanza dei Ruoli in qualsiasi contesto è fondamentale per la realizzazione, la crescita e la felicita’ di ogni singolo soggetto ma, purtroppo, spesso, questi ruoli vengono mischiati e non rispettati, inconsapevolmente e spesso perché a nostra volta, nel nostro passato, abbiamo subito la stessa confusione per vari motivi.
A volte, non accorgendoci e magari pensando di fare del bene, invertiamo determinati ruoli appagando il Nostro ego e convinti che siamo sul giusto.
Ma di cosa parlo?
Prendiamo come esempio più importante, la Famiglia. Dico più importante perché è quella che più ci influenzerà o influenzeremmo la Vita ai nostri figli nel bene e nel male.
Madre, Moglie, Padre, Marito, Figlio, sono ruoli ben precisi, importanti.
Ma cosa può succedere perché i ruoli si invertano e creino grande confusione?
Può succedere di aver perso la mamma od il papà da piccoli e quindi cercare questo ruolo nel proprio coniuge. Può succedere che una Moglie sentendosi trattata da Mamma da suo marito riversi il suo affetto nel proprio figlio responsabilizzandolo (senza volerlo) a tal punto che quel figlio prende il posto del Padre. Altro esempio il voler essere troppo amici dei propri figli o esserne troppo innamorati…
Sono tutti atteggiamenti che creeranno confusione nella Vita dei vostri figli (parlo anche per me naturalmente).
Il saper dire No è importante quanto dire Si… Il dare gli strumenti e non le soluzioni gli insegnerà molto di più.
Stabilire i Ruoli in Famiglia, nel Lavoro, nello Sport ed il qualsiasi altra cosa è fondamentale!

Alvise Aman Cedolini

L’ Incertezza

C’è chi la chiama paura di uscire dalla propria “comfort zone” termine ultimamente di moda, c’è chi si barrica dietro le “scuse” più varie, c’è chi dice vorrei, prima o dopo lo farò….
Penso che ” l’ostacolo” più grande sia L’INCERTEZZA , sia che si voglia cambiare un lavoro che non ci piace, una relazione infelice, cambiare città, fare un Viaggio in solitaria in bicicletta, cambiare Vita….
L’ incertezza di ciò che ci spetta, nella gran parte dei casi ,ci fa desistere dal ,piccolo o grande passo che sia, l’incognita nel caso di un viaggio in bici ad esempio, del dove dormire, troverò da mangiare, cosa o chi incontrerò, la paura di essere soli ci blocca, lo stesso è per gli altri casi ma, il risultato è sempre lo stesso….rimandiamo,ci accontentiamo, ci creiamo delle scuse…
Bè posso dirvi, e molte altre persone possono testimoniarlo, che la Vita è là che Vi aspetta, seguite il Vostro Cuore e non ve ne pentirete, non è un modo di dire ma è un modo di assaporare la Vita, lasciatevi scivolare addosso quella paura, quella incertezza del domani, Vivete oggi aprendo il Cuore al domani, con fiducia e vedrete e farete esperienza su di Voi come l’ Universo contribuirà alla vostra Felicità, farete esperienza della gioia e della curiosità del ” non sapere ” cosa vi aspetta dietro alla prossima curva…
Quest’estate, prendete la vostra bici, una tendina,un saccoapelo, un piccolo fornellino e andate a scoprire questo piccolo grande meraviglioso Mondo!

Cinque giorni in Bici tra Poesia e Libertà

IMG_20200526_053948_351Ne avevo bisogno, avevo bisogno di ritrovare quella sintonia con il Tutto, avevo bisogno di stare con me stesso,di guardarmi attorno,di meravigliarmi di quanta bellezza c’è attorno a noi,avevo bisogno e voglia di Montagna, avevo bisogno di mettermi alla prova,di faticare, di risposte, avevo bisogno di combattere contro una “piccola bestia” che si stava insinuando in me che si chiama Incertezza affidandomi all’Universo…

 

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E così è stato; Ho fatto un pò di puzzle di alcuni Trail fatti in passato tracciando un’ itinerario che soddisfasse la mia ” sete ” di km. di salite, che mi portasse dalle colline alle montagne, che mi lasciasse a bocca aperta nella varietà di colori che avrei visto, laghi, torrenti, sentieri in mezzo a boschi solitari, piccoli borghi fiabeschi…

L’ incertezza di dove avrei dormito, dove avrei piantato la mia tendina, la curiosità di chi avrebbe incrociato il mio cammino…IMG_20200526_055940

Artesio, 80 anni, folletto sbucato dal nulla con la sua saggezza,

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l’ amico Marco una boccata di passato nel presente, Matteo e suo padre con le loro galline, i cavalli, gli asini ed il loro piccolo Paradiso nel silenzio delle montagne, la mia amica Nadia che io chiamo Heidi perchè figlia dei boschi e parte delle montagne che la circondano…

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Il dormire che non è dormire, in tenda svegliandosi alle prime luci alle 5 e gustarsi l’alba per poi pedalare tutto il giorno mangiucchiando poche cose eppure sentirsi pieni di energia e vitalità…

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Avevo bisogno, ho domandato, l’ Universo come sempre mi ha risposto, mi ha indicato la Via, mi ha preso per mano….

Grazie

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Ipocrisia o Amore?

Dall’ inizio di questo evento storico che volente o nolente ci cambierà, ho spesso letto di attacchi verbali verso Runner piuttosto che ciclisti oppure quando non si poteva più prendersela con loro allora contro chi si permetteva di ” stare bene ” di ” divertirsi “. Ho letto di persone che pur potendo, correre o passeggiare in mezzo ad un bosco fuori dalla portata di tutti si compiaceva pubblicamente perchè non lo faceva per rispetto di chi sta morendo….

Ma siamo sicuri che così aiutiamo chi è in un letto d’ospedale? Pensiamo davvero di offendere ” divertendoci ” sentendoci vivi chi non può farlo? Se voi foste in un letto d’ospedale avreste più piacere sapere che la o le persone che amate continuino la propria vita con il sorriso o preferireste saperle tristi,a casa a piangere?

Vi racconto 2 modi diversi dai nostri di affrontare la Morte, entrambi Vissuti nella mia pelle. In Messico dopo che una persona cara muore si usa tenerla a casa ( preparata nella bara naturalmente) per alcuni giorni in modo che tutti possano andare ad onorarla e durante questo periodo è una festa continua con musica, cibo e alcool , proprio in onore della persona mancante e devo dire che se ci penso sarebbe proprio quello che vorrei anch’io, ovvero che le persone che amo non stiano a piangere ma festeggino!! Io questo lo chiamo Amore.

Un’altro racconto molto bello è quando stavo nel Centro Osho a Puna…Un giorno sentii un gran trambusto, andai sulla strada la vicino a vedere che stava succedendo e vidi un sacco di gente che ballava per strada, chi suonava tamburi o altro,chi cantava…pensavo fosse un matrimonio. Poi guardai meglio e vidi una specie di bara nelle spalle di alcuni…non potevo crederci eppure…in quella bara c’era un morto e gli si poteva vedere anche il volto e la testa e quella gente festeggiava. Li seguii curioso di dove andassero e devo dire anche con un turbinio di emozioni che difficilmente riuscivo a controllare, andammo fino giù in uno spazio vicino ad un fiume dove c’era dell’altra gente che aspettava e aveva preparato una piccola montagna di legna, la musica ed i balli erano sempre più forti ed esaltanti. Qualcuno accendette quella pira di legna e presto il fuoco divampo’ in alto nel cielo, poi misero la bara in mezzo a quel fuoco in un’atmosfera per me sempre più surreale ed in un crescendo di musica,urla si avvicinò al corpo bruciante quello che penso sia stato ” il sacerdote ” e con una specie di trave in legno gli spacco il cranio per far fuoriscire la sua anima o sicuramente qualcosa di più mistico e farla volare probabilmente per farla tornare nella Terra con un altro Karma.

Non penso ci sia un giusto o un sbagliato, ma penso che alla base di Tutto ci sia la Coscienza ed il Rispetto senza guardare e giudicare gli altri e, cosa ancora più difficile, penso che bisognerebbe usare e pensare con la propria testa guardando noi stessi per quello che siamo.

Aman

 

 

Sogno o Realtà

HO FATTO UN SOGNO
e non sono più riuscito a dormire, d’un tratto si è insinuata una voce nella mia mente e mi ha parlato.
Da quando è iniziata questa epidemia ho sempre avuto una mia visione (vedi post passati), e si riassume facilmente con una Legge Universale che i Buddisti (ma anche non) ben conoscono, la Legge di Causa ed Effetto. E’ inutile spiegare le Cause che l’ Uomo ha messo in questa Terra ormai malata ed esasperata e quello che stiamo vivendo non è nient’altro che l’Effetto…non può essere che così.
Ora, quello che mi è apparso in sogno è come se ci fosse un grande occhio che ci guarda, per osservare ognuno di Noi se sta capendo la “lezione” , allo stesso tempo la Terra sta rimarginandosi le ferite profonde che l’Uomo le ha fatto fregandosene completamente in nome del Dio denaro, in nome dell’egoismo e menefreghismo, uccidendo,devastando,inquinando etc etc.
Penso che questa Divina Punizione passerà veramente quando ” quell’occhio ” vedrà e sentirà che ognino di Noi è davvero cambiato dentro con una nuova Consapevolezza e guardandomi attorno già qualcosa sta succedendo…
Nell’arco della mia Vita ho avuto la fortuna di conoscere anche l’ Hoponopono dove le parole del Mantra recitano ” Mi dispiace,Perdonami,Grazie, Ti Amo ” e solo ora capisco il loro significato più profondo pensando alla Madre Terra.
Concludo dicendo che più che #tuttoandrabene o #iorestoacasa io direi
#orahocapitograzie

Aman

 

L'immagine può contenere: una o più persone e primo piano

Amore Viaggio e Libertà

Mi ricordo da bambino come il tempo svaniva davanti ad una carta geografica del Mondo sognando mete ed itinerari: Appena potei (molto presto) quei sogni diventarono realtà, viaggiando dapprima in autostop, poi con una Lambretta 50 e via via crescendo con mete sempre più distanti per poi innamorarmi e finire a Viaggiare quasi unicamente in bicicletta.
Oggi, rinchiuso in casa, mi ritrovo a pensare al tempo/valore della mia Vita e mi accorgo che le tre cose in cui mi sono sentito veramente VIVO ed a cui non rinuncerei mai sono l’ Amore, il Viaggiare e la Libertà.
Quindi mi domando in un momento così “estremo” dove potremo svegliarci domani e dover ricominciare Tutto da capo cosa vorrei veramente fare, cosa mi piacerebbe, cosa in passato racchiudeva Amore Viaggio e Libertà e la risposta è…. prenderei il necessario, monterei nella mia bicicletta e mi affiderei all’universo sicuro di imboccare la Strada giusta.

Un’ altra visione del Presente

E’ da molto che lo penso,
da sempre mi piace osservare e cercare di “vedere” aldilà delle credenze, il Viaggiare mi ha insegnato molto e ciò che io chiamo Universo mi ha sempre accompagnato.
Ora vi scrivo una delle cose che mi successe in un Viaggio (realtà non fantasia) che come una parabola spiega ciò che voglio dire. poi più sotto metterò ciò che scrive un noto psicologo. Spero vogliate leggere Tutto e se volete condividere,

“Ero in Spagna in bici ed avevo una meta ben precisa e per natura sono un testardo, giorno dopo giorno mi svegliavo ed il tempo era sempre più brutto, quando mi fermavo in un bar a bere un caffè la televisione mi mostrava il tempo nefando che avrei trovato e giorno dopo giorno sempre peggio ma…Io non volevo cedere.
Ad un certo punto del mio cammino,ad un bivio ho imboccato una strada per me giusta, pedalo e pedalo con il vento contro sempre più forte, dopo un oretta circa…mi accorgo che quella strada che avevo imboccato mi aveva portato indietro senza che me ne accorgessi!!!!
Per un attimo mi sono arrabbiato con me stesso, ero esausto, ho trovato un piccolo bar dove riprendermi e parlando con il barista mi dice che per tornare nella strada giusta che volevo fare avevo circa altri 20 km oppure li vicino iniziava una bella strada in leggera discesa e con il vento in poppa che mi avrebbe portato in un posto ancora più bello e nuovo per me!

Tutto ad un tratto ho capito! Che stupido ero stato!
Erano giorni che l’ Universo mi parlava ed io non l’ascoltavo fin quando mi ha adirittura girato la bici e portato nei miei passi e…che regalo mi ha fatto, TUTTO poi è stato meraviglioso e con il sole!!!
Grazie Universo.

Ora vi riporto lo scritto di Morelli che condivido pienamente.

Bellissima riflessione dello psicologo Morelli

“Credo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte.
Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare…
In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l’economia collassa, ma l’inquinamento scende in maniera considerevole. L’aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira…

In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.

In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all’altro, arriva lo stop.
Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro.
Sappiamo ancora cosa farcene?

In una fase in cui la crescita dei propri figli è, per forza di cose, delegata spesso a figure ed istituzioni altre, il virus chiude le scuole e costringe a trovare soluzioni alternative, a rimettere insieme mamme e papà con i propri bimbi. Ci costringe a rifare famiglia.

In una dimensione in cui le relazioni, la comunicazione, la socialità sono giocate prevalentemente nel “non-spazio” del virtuale, del social network, dandoci l’illusione della vicinanza, il virus ci toglie quella vera di vicinanza, quella reale: che nessuno si tocchi, niente baci, niente abbracci, a distanza, nel freddo del non-contatto.
Quanto abbiamo dato per scontato questi gesti ed il loro significato?

In una fase sociale in cui pensare al proprio orto è diventata la regola, il virus ci manda un messaggio chiaro: l’unico modo per uscirne è la reciprocità, il senso di appartenenza, la comunita, il sentire di essere parte di qualcosa di più grande di cui prendersi cura e che si può prendere cura di noi. La responsabilità condivisa, il sentire che dalle tue azioni dipendono le sorti non solo tue, ma di tutti quelli che ti circondano. E che tu dipendi da loro.

Allora, se smettiamo di fare la caccia alle streghe, di domandarci di chi è la colpa o perché è accaduto tutto questo, ma ci domandiamo cosa possiamo imparare da questo, credo che abbiamo tutti molto su cui riflettere ed impegnarci.
Perchè col cosmo e le sue leggi, evidentemente, siamo in debito spinto.
Ce lo sta spiegando il virus, a caro prezzo.”

(Cit. F. MORELLI)

Il mio Cammino fino…Santiago

Amare, soffrire, gioire, piangere, ridere, solitudine… il Cammino
attraverso le proprie emozioni e’ un Viaggio infinito e meraviglioso…

(di Alvise Cedolini)

novembre 2009

Ho iniziato con il viaggiare quando ero ancora un bambino, dapprima con la fantasia poi compiuto 14 anni con una Lambretta 50 per l’Italia poi crescendo con moto e con mete sempre più ambiziose, una volta in autostop per l’Europa, poi Africa in moto e ancora in fuoristrada e poi e’ stata la volta della bicicletta che anno dopo anno e’ stata il mio cavallo d’acciaio con la quale ho viaggiato in giro per il mondo scoprendo luoghi ma sopratutto emozioni meravigliose trovandomi spesso all’unisono con l’universo.
Viaggi che molti hanno catalogato come “imprese” portandomi ad essere anche ospite a trasmissioni televisive o su giornali, ora ho deciso di fare un’esperienza diversa, di rallentare ancora di più il viaggio e quindi di … camminare.
Il Cammino di Santiago sara’ il mio viaggio, un viaggio esteriore per i paesaggi, città etc. che andrò a vedere e superare ma so’ già che il vero viaggio sara’ interiore attraverso le emozioni, sensazioni, pensieri e sopratutto in quello che il Cammino (la vita) mi riserverà.
Un’impresa? Cosa significa impresa? Quello che per voi potrebbe essere un’impresa per me potrebbe essere normalità o … l ‘ incontrario, quello che più conta e’ ciò che si e’ in grado di vivere e trasmettere perché anche un giorno comune può essere un’avventura degna di essere raccontata ed ascoltata…

Cammino di Santiago 015

 

1 Giorno Pamplona-Puente della Reina 23 km. (circa 5 ore)- Pioggia Partiti io Alex del Venezuela e Sonia brasiliana alle 8 e 30 tempo piovoso, si cammina cercando sempre le frecce gialle che indicano il Cammino come fosse una specie di caccia al tesoro. Sonia alla prima chiesa ci lascia e ci raggiungerà a destinazione. Io e Alex si cammina,tra salite e discese,fango,incontri con altri pellegrini,un torinese che e’ la sesta volta che fa il Cammino,2 giovani tedeschi che hanno iniziato dalla Germania e che sono a spasso già da un mese,una signora olandese partita dalla Francia anch’essa un mese fa… Negli ultimi km la stanchezza si fa sentire nelle gambe e con gioia arrivo al rifugio che mi ospitera’ questa notte dove poi ritroverò tutti ed altri pellegrini incontrati durante il Cammino, un cammino per me appena iniziato che sto iniziando ad apprezzare e che mi incuriosisce…Cammino di Santiago 026

2 giorno Puente Reina-Estella 22 km – Poco sole, tanta pioggia.
Non capisco perché la gente deve svegliarsi all alba per partire con il buio ed il freddo arrivando presto a destinazione per poi annoiarsi  aspettando il giorno seguente…
Vabbe’ oggi partenza con un timido sole che ha reso fiabeschi dei panorami che via via si aprivano al Cammino con l’evaporare della rugiada ed i colori della natura sempre più intensi. Peccato che tutto ciò e’ durato poco,all’ improvviso il cielo e’ diventato nero,il vento ha iniziato a soffiare e la pioggia a cadere generosa…Ho potuto collaudare l equipaggiamento ed e’ andata bene ma le salite,discese e la non abitudine a camminare a lungo con lo zaino sulle spalle oggi si e’ fatto sentire con i primi dolori e tanta stanchezza.
Questa giornata e’ stata…meditativa,con il sole,felicita’ alla quale facilmente ci si attacca,pioggia vento e freddo,che vorremmo evitare desiderando il sole,la sofferenza fisica che temiamo e non vorremmo mai… ma tutto parte Dell esistenza da accettare nel bene e nel male con la consapevolezza che tutto nasce,si trasforma e passa perché parte della stessa medaglia…

3 giorno Estella-Los Arcos 21km – Pioggia, vento tutto il giorno.
Domenica,pioggia fissa,vento spesso forte e freddo… Cammino osservando i miei pensieri che scorrono come una pellicola rincorrendo il passato o proiettandosi in un futuro incognito…ascolto il mio respiro,le mie sensazioni… la strada fangosa sale,scende,la pioggia mi bagna il volto,i dolori alle mie gambe compaiono e scompaiono facendomi divertire a come l umore cambia con essi…
Questa mattina me la sono presa con comodo partendo per ultimo ed ora,eccoli la davanti a me i primi pellegrini con il passo più lento del mio,ci si raggiunge,2 chiacchiere e via ognuno con il proprio passo ed i propri pensieri…
Ultimo paesetto prima degli ultimi 12 km senza più nulla,mi fermo sperando in un bar aperto dove scaldarmi e riposarmi un po’ ma e’ tutto chiuso. Arriva Sonia la brasiliana, poi Cesare, la giapponese con i 2 spagnoli, l’olandese e…un piccolo bar apre per noi e ci ritroviamo tutti noi a mangiare e bere ridendo ed assaporando questi momenti di calore che il Cammino ci regala.
Ultimi 12 km tra gli elementi della natura e finalmente il rifugio che ci ospiterà questa notte…anche oggi e’ fatta…a domani.

4 giorno  Los Arcos-Logrono 28 km Vento, pioggia, freddo
Avevo un po’ paura di questa lunga tappa. Partito alle 8 con pioggia e vento dopo 10 km a iniziato farmi male il polpaccio, ho cercato di far finta di nulla e continuare anche se mi accorgevo di zoppicare ma pian piano… il dolore se ne e’ andato ed e’ spuntato all’orizzonte un’arcobaleno intenso. Ho raggiunto Cesare e insieme ci siamo fermati a Viana a fare la spesa ed a mangiare ricaricandoci per gli ultimi 10 km che sono scorsi fluidamente fino a Logrono dove abbiamo trovato tutta la truppa nel rifugio. Al solito Cesare ha fatto la spesa e si e’ messo ai fornelli preparando una cena di tutto rispetto allietata da un miscuglio di lingue internazionali e risate.

Cammino di Santiago 030

Personaggi e compagni di viaggio:

Cesare, torinese, 57 anni in pensione, sesta volta che fa il Cammino, ogni anno cambia mese fino ad arrivare a 12. Ha viaggiato un po’ dappertutto ed e’ esperto nell’arte dell’ arrangiarsi anche senza soldi.

Una giapponesina trovata ad Estella che fa il Cammino correndo con un piccolo zaino e macinando 40 km al giorno in preparazione di una maratona in Portogallo.
Jean svizzero 50enne in pensione simpaticissimo che mette il buon umore solo a guardarlo ed ascoltarlo mentre parla un misto di francese-italiano-inglese-spagnolo
2 giovani tedeschi partiti 2 mesi fa dalla Germania.
Tiago, Portogallo, da 2 mesi in giro per l’Europa in macchina che ha poi lasciato in Francia per raggiungere Santiago a piedi e poi il Portogallo.
Sonia, avvocato, brasiliana, in vacanza ha scelto di fare il Cammino…
Alex venezuelano,
2 giovani svedesi sposati che lavorano d’estate e viaggiano d’inverno,
l’olandese partita dalla Francia 2 mesi fa…

buon cammino a tutti Alvise

Il Cammino continua…Cammino di Santiago 100

10/11/09 Logrono-Najera 29 km
Finalmente una giornata senza pioggia. Alla partenza un personaggio alquanto caratteristico ci ha dato il buongiorno. Marcel che a detta di molti e’ colui che a messo insieme il Cammino rendendolo ciò che e’ oggi. E’ stato bello e interessante chiacchierare con lui durante il Cammino, lui che lo ha fatto molteplici volte dice che e’ come una droga e ne senti il richiamo.
La cosa bella e sicuramente vera e’ che nel Cammino non ci sono diversità, tutti sono uguali senza distinzioni di razza, nazionalità, ceto sociale, importanza…e se qualcuno pensa o cerca di esserlo all’inizio poi man mano che prosegue cambia… la meta e’ la stessa per tutti e gli sforzi e le sofferenze anche, i bisogni sono i primari, mangiare, dormire, una bella doccia e un sorriso con 2 chiacchiere sono energia per l’anima…

11/11/09 Najera-Santo Domingo de la Calzada 21 km.
Quando arrivo al rifugio a fine giornata e tolgo le scarpe ponendole sul portascarpe e’ la stessa sensazione di quando si parcheggia la propria bici dopo molti km non volendo averne più nulla a che fare perlomeno fino al giorno seguente…
Oggi e’ stata la prima giornata illuminata dal sole… Il percorso e’ stato bello con saliscendi sterrati e solitari immersi in panorami di una varietà di colori, ma la cosa più interessante e’ stata avere l’onore ed il piacere di camminare insieme al personaggio più caratteristico e conosciuto del Cammino. Marcell , che camminando raccontava le sue 1000 storie e ad ogni paesetto veniva chiamato e salutato dalle persone che si incontravano…lui del Cammino ne ha fatto un lavoro, essendo chiamato continuamente in trasmissioni televisive o giornali, reportage etc.
Questa sera abbiamo fatto una spesa per tutti e Cesare come sempre ci ha stupito con le sue arti culinarie, il vino ha fatto il suo effetto e…tutti a mangiare, ridere e scherzare in un mix di italian-spanish-corean-doich….anche questo e’ il Cammino…

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12/11/09 Santo Domingo de la Calzada-Belorado 24km
Quello che più caratterizza un viaggio sono le persone che si incontrano.
Peillo, ciclista ex professionista, gregario di Bugno sta facendo il Cammino, filmando ed intervistando le varie persone che si incontrano con l’intento alla fine di farne un sito Internet importante.
Io, Peillo, Alex e Sonia oggi abbiamo condiviso gran parte del Cammino odierno trovandoci nella mattinata ospitati in un piccolo bar per mangiare qualcosa.
Il bello e’ stato ascoltare la padrona del bar nei suoi racconti dei pellegrini passati e dei vari “miracoli”. Alla fine ci ha perfino massaggiato la testa ascoltando l’energia del nostro corpo e dandoci consigli e abbracci!!!

13/11/09 Belorado-Agnes 28km

” cammino solitario nel sentiero sterrato tra saliscendi e panorami che si perdono nell’infinito, le gambe stanno bene, si sono abituate, e’ incredibile come il corpo si adegui alle situazioni… la mente vaga libera in cerca di un qualcosa a cui appigliarsi… passato, futuro, presente si intrecciano, volti, amori vissuti, amori non vissuti, delusioni, felicita’… Salita, uffa’ sono ore che cammino, sono stanco dai fermati a riposare, ecco la mente ha trovato qualcosa di valido dove appigliarsi…ma ecco quello e’ un pellegrino come me, lo raggiungo, 2 chiacchiere che diventano 4, il tempo passa ed i km pure…ma dove e’ finita quella stanchezza di prima… La mente che non smette mai di parlare, che un attimo ci porta alle stelle e l’attimo successivo ci annienta… Il cammino e’ anche questo…meditazione.

Ore 22, le luci della camerata si spengono, molti dormono già ,io stasera non ho sonno, metto gli auricolari e disteso sullo letto ascolto “the great gig in the sky” pink floyd, e la mente va, sento il battito del mio cuore e un turbinio di emozioni mi invade…Grazie Esistenza per questo giorno passato, grazie per farmi sentire vivo, grazie per accompagnarmi in questo Cammino…

14/11/09 Agnes-BURGOS 23km.
Oggi la prima grande meta, Burgos, una delle 2 grandi città che si attraversano lungo il Cammino e come tutte le grandi città prima di arrivare al centro ci sono circa 10 km di strada noiosa per il traffico, le industrie, la periferia…Alcuni preferiscono prendere un bus saltando questa parte…e devo dire che la tentazione e’ stata grande ma guardando la cosa da un altro lato e’ come voler evitare ciò che e’ sgradevole ma…anche questo e’ parte della vita e quindi del Cammino.

   Ciao a tutti Alvise

  15/11/09 Burgos-Hontanas 29 km.
Lasciata Burgos, il Camino oggi e’ stato caratterizzato dalla meseta ,un altopiano dove lo sguardo si perde nell’infinito,la strada e’ dritta,ed il vento soffia contro. L’unico piccolo paesetto che si trova nel mezzo e’ Hornillos dove tutto era chiuso e quindi mi ha obbligato a camminare fino alla meta che sbuca dal nulla solamente 500 mt prima essendo in una leggera depressione, la sensazione e’ stata come un’ oasi nel deserto.

16/11/09 Hontanas-Bodilla del Camino(prima di Fromista) 28 km
Anche oggi camminata dove la strada sembra non finire mai ed il vento soffia sempre non essendoci nulla che lo contrasta,fortuna che almeno oggi c’era il sole…
Oggi pensavo ai vari modi in cui vedo affrontare il Camino (il viaggio,la vita).
Ci sono persone,e sono molte, che del Camino ne fanno una gara,un record di quanti km fanno giornalmente,in quanti giorni arrivano alla meta…
Santiago e’ la meta (o la morte o qualsiasi altra destinazione si voglia) ma il viaggio,il succo,la bellezza sta nel mezzo, sta nel viaggio stesso,nel fermarsi ad osservare,a scambiare due chiacchiere con quella persona che ci ha salutato,ad annusare Il profumo della terra dopo la pioggia, il vero viaggio e’ il viaggio stesso non la meta.

17/11/09 Bodilla del Camino-Carrion de lo Condes km26
Oggi e’ il mio compleanno ed e’ quindi con piacere che ricevo gli auguri, fin dal primo mattino, dai miei compagni di Cammino con appuntamento per festeggiare alla sera nel rifugio che ci ospiterà.
Fin dai primi passi il dolore al tendine d’achille che mi accompagnava nei ultimi giorni si e’ fatto intenso obbligandomi a… togliermi le scarpe e fare i 26 km di oggi con le crocks in plastica!! Altro problema che infastidisce parecchio nei ultimi tempi sono delle specie di pulci che si prendono in certi letti non puliti e una volta prese lasciano dei foruncoli che pizzicano e bisogna lavare tutto e disinfettare vestiario e saccoletto oltre che,in caso di sensibilità,prendere ansittici in crema e pastiglie.

Cammino di Santiago 049

18/11/09 Carrion de lo Condes-terradillos 26 km
Tra ieri e oggi non so’ quale e’ stata la tappa più lunga e noiosa…Rettilinei infiniti con la strada a fianco ma con pochissimo traffico…
Bella e’ stata la cena che ieri sera le 2 ragazze coreane hanno cucinato per tutto il gruppo(eravamo in 16) con, alla fine, il festeggiamento del mio compleanno cantato dalle suore, che ci ospitavano,in spagnolo e che ci hanno pure regalato una medaglietta ciascuno con “la vergine miracolosa” e quindi…avanti con il Camino e…che “miracolo” sia!!!

19/11/09 Terradillos – Calzadilla de Hermanillos 26km
“Nel mezzo di cammin di nostra vita mi ritrovai…”
Ed il giro di boa e’ arrivato,sono a meta’ Cammino ed ad aprirlo e’ un’alba meravigliosa  accompagnata da una giornata altrettanto spettacolare. Oggi ho rimesso le mie scarpe,il tendine si e’ disinfiammato,e andavo come una freccia senza alcun dolore. Arrivato a Calzadilla del Coto c’era da decidere se continuare per il Cammino classico che segue la strada statale e passa per vari paesetti oppure prendere la vecchia via fuori dal traffico e … dal mondo. Abbiamo deciso per la seconda che ci ha portato a camminare per quasi 2 ore immersi nel nulla per arrivare in un paese… fantasma,ma fortunatamente con un ricovero per pellegrini dove abbiamo dovuto
procurarci la legna per accendere l’unica stufa che serviva per scaldare l’ambiente.
Un’altra giornata e’ andata,tutto continua a trasformarsi nel bene e nel male, la “famiglia ” che si e’ formata rimane unita ognuno con le proprie caratteristiche e la meta giorno dopo giorno si avvicina…
Buonanotte.

20/11/09  Calzadilla- Manzanilla de las Mulas km.25
Partenza di buon mattino,nebbia densa, ci aspettano 20 km nel nulla, ognuno prende il suo passo,i propri pensieri,e va… Raggiungo Marian,Papu (i due tedeschi che arrivano camminando da Colonia) Puka e Gina (le due coreane),Papu sta portando due zaini, Marian sta male, io divido il trasporto dello zaino,arriva Pellio (lo spagnolo) che ferma l’unica macchina che vedremo fino all’arrivo chiedendo di portare Marian alla più vicina città…
Ci rincontriamo tutti nell’ostello stanchi ma felici,20 km ci separano da Leon la seconda e ultima grande città prima di Santiago.

21/11/09 Manzanilla de las Mulas- Leon km.20
Come previsto il Camino di oggi e’ stato noioso seguendo in gran parte la strada statale per poi attraversare tutta la periferia fino al centro che ci ha accolto con la sua bella cattedrale. Dopo un breve riposo e sopratutto messo giu lo zaino nel rifugio,vado un po’ a zonzo,apprezzando, dopo giorni di solitudine,il camminare e chiaccherio della gente, le vetrine che in invogliano a comprare etc. ma per esperienza so’ che tutto ciò durerà poco e che già domani non vedrò l’ora di camminare velocemente lontano da il rumore e lo stress delle grandi città riguadagnando l’armonia del…Camino.

22/11/09 Leon-San Martin del Camino km. 24

Tutto nasce si trasforma e finisce… ed ecco che la “famiglia” che si e’ formata lungo il Camino e che pareva perfetta ed indisolubile si sta piano piano incrinando…Io stesso mi accorgo che non sono più aperto e disponibile ed affabile come giorni fa, spesso mi rinchiudo in me stesso e sto meditando di allungare le tappe per stare da solo…
Oggi il Camino per uscire da Leon e’ stato lungo e noioso con il sentiero che seguiva la strada con gli ultimi 7-8 km dritti e infiniti. Ci sono ancora 320 km che mi separano da Santiago e per lo più di montagna con il picco più alto ancora da fare e con il freddo che sempre più si fa sentire insieme alla stanchezza sia fisica che mentale, ma domani e’ un’altro giorno e…chissà cosa mi riserverà.

23/11/09 San Martin del Camino-Astorga km.26
Oggi pareva quasi di essere in estate, sole, caldo,camminare vestiti leggeri con attorno un’esplosione di colori… Dopo una lunga camminata, dapprima noiosa ma poi molto bella perché solitaria tra campi, alberi e spazi verdi infiniti,in cima all’ultima salita quando la stanchezza insieme alla voglia di ristorarsi un po’ si faceva sentire,ecco comparire un piccolo carretto colorato di verde con tanti cuoricini attaccati e sopratutto con mille buone cose, caffè, succhi di frutta, merendine, frutta fresca, e nel mentre mi avvicinavo insieme ad Alex, Renolt e Marian, una voce ci accoglieva benevola e ci invitava a ristorarci che tutto ciò era in dono per i pellegrini di passaggio e solo chi volesse poteva lasciare qualcosa altrimenti andava bene lo stesso. David era il fautore di tutto ciò, un ragazzo di bel aspetto, spagnolo, che ci racconta che anno fa e’ andato in disgrazia con il lavoro, faceva una vita molto sregolata con abuso di alcol, sigarette, droghe ed era caduto in una grande depressione che lo aveva annientato portandolo al limite del suicidio.
Da li vide all’ultimo momento una piccola luce di speranza, parti’ per il Camino di Santiago con pochi soldi, uno zainetto, macinando anche 60-70 km al giorno!! Il Camino inizio’ a fare il suo corso e la vita a rispondere alla sua apertura ad essa e per lui ogni giorno era un regalo ed una sorpresa. Poi altra cosa fondamentale fu conoscere la via della meditazione che lo trasformo’ completamente liberandolo da tutte quelle catene che lo avevano portato a fondo e sopratutto scoprendo un significato più vero nell’arte di Vivere. Ora David si presta ad aiutare gli altri senza chiedere nulla in cambio perché sa che la vita avrà cura di lui, medita giornalmente ed e’ felice così … magia del Camino.

Cammino di Santiago 247

24/11/09 Astorga-Foncebadon km. 26
Lasciata la bella città di Astorga si inizia a salire,stiamo andando verso la Cruz de Hierro punto simbolico e Massima altezza del Camino.
Il percorso e’ bello e solitario, la temperatura e’ frizzante ed una leggera foschia aleggia nell’aria dando al tutto un’atmosfera surreale.  Cammino solo fino a quando uno strano personaggio in bicicletta mi affianca e inizia a parlarmi raccontandomi che e’ partito in giugno con la bici dalla Slovenia con pochi soldi, a guardarlo bene mi sembra un cartone animato, lui e’ piccolo vestito stranamente con un casco troppo grande per la sua testa, la bici da donna non certo adatta a lunghi percorsi…dopo aver quasi esaurito la mia pazienza nell ascoltarlo se ne va ma non molto più veloce di me a piedi ed infatti lo supererò più avanti alle prime salite un po’ impegnative!!!
Altra sorpresa incredibile davvero di oggi e’ stato arrivare al rifugio e trovare… Il mio amico-collega che già incontrai per caso all inizio del viaggio alla stazione!!! Non potevo crederci, ancora allo stesso tempo nello stesso luogo e quando lavoriamo a Jesolo difficilmente ci incrociamo!!!

25/11/09 Foncebadon-Ponferrada km. 27
Un’alba irreale accompagna i primi passi nel silenzio della salita che mi porterà alla Cruz de Hierro il posto dove ogni pellegrino lascia qualcosa, poi il Camino continua inerpicandosi su e giu’ con le nuvole che giocano nel nascondere parte delle montagne circostanti creando un gioco di luci e atmosfere. Sono talmente pieno di bellezza, profumi, nebbia che mi bagna il volto, un silenzio che mi riempie che potrei camminare all’infinito…
Scendendo si attraversano dei piccoli paesini ben tenuti che sembrano quasi usciti dalle fiabe, fermarsi a bere e mangiare qualcosa chiaccherando con le poche persone che ci sono ha un sapore umano e naturale…
Arrivato al albergue di Ponferrada, trovo con mia sorpresa, già arrivata la Gina (coreana) e Papu (giovane tedesco) che avevo lasciato alla mattina, mi dicono che hanno preso un mezzo perché Papu e’ stato male tutta la notte, ed ora Gina sta preparando un’ottima cena per tutto il gruppo,vengo anche a sapere che dove passeremo nei prossimi giorni ha nevicato…

Cammino di Santiago 075

26/11/09 Ponferrada-Trabadelo km.34
Tappa di avvicinamento al temuto monte Cebreiro,appuntamento con tutto il gruppo in un rifugio a 29 km… Cammino veloce con poche pause per mangiare qualche avanzo della sera prima insieme con i 2 giovani tedeschi. Arriviamo al rifugio per primi ed…e’ chiuso,lascio un biglietto scrivendo che abbiamo proseguito per il prossimo a 5 km.
Arriviamo veloci e stanchi, apprendiamo la notizia che il rifugio della tappa che avevamo programmato per domani e’ chiuso e che quindi gli unici aperti sono o in cima al Cebreiro a 19 km, troppo vicino per fermarsi, o a Triacastela a 39 km, mentalmente e forse anche fisicamente troppo distante…domani vedremo…
Intanto sIntanto si fa scuro e mi rassegno all’idea di aver perso indietro gli amici del Camino con i quali ho condiviso tante cose ma…si apre la porta e compare Cesare e poi Romano, in breve arrivano tutti esausti ma tutti felici di poter una volta ancora dividere questi momenti di Vita che fra non molti giorni finiranno trasformandosi in qualcos’altro …

27/11/09 Trabadelo-Viduedo km.34
… sembrava quasi me lo sentissi ieri sera quando ho passato a tutti una carta con penna per scrivere il proprio email…Che giornata oggi!! La grande domanda fin dal risveglio era se fermarsi al O’ Cebreiro o continuare per Triacastela… Partiti di buon ora, era ancora buio, ognuno a preso il proprio passo. Arrivato in cima dopo un sentiero un po’ impegnativo ma molto bello, ci troviamo io, Pellio,Gina e Renault, ci fermiamo a mangiare aspettando gli altri che non arrivavano. Papu,il tedesco si e’ fermato qui al rifugio dividendosi dopo 2 mesi dal suo amico e compagno di viaggio Marian, noi dopo aver aspettato per più di un ora non sappiamo cosa pensare nel non vedere ancora nessuno e decidiamo di proseguire. Gina si ferma a vedere il rifugio e noi tre diamo per scontato che si ferma con Papu.
Sono le 15 e sappiamo che tra due ore e mezza circa sara’ buio, camminiamo veloci, raggiungiamo il punto più alto tra la nebbia ed il freddo che si fa sentire,ci fermiamo in un bar a mangiare qualcosa,ci sono dei letti a disposizione ma senza riscaldamento,proseguiamo. Arriviamo in un paesetto sperso,entriamo in un bar e chi troviamo? Gina con il suo immancabile bicchiere di vino e sigaretta!! Ci e’ corsa dietro superandoci e quindi ci ritroviamo noi quattro con Gina anch’essa separata dalla sua amica e compagna di viaggio Puka, domandiamo per un posto per dormire e ci troviamo in breve in una bella “casa rural” a passare la notte. Tutti gli altri si sono fermati in cima e quindi chissà se ci rincontreremo…tutto si trasforma…domani sara’ un altro nuovo giorno,Santiago e’ sempre più vicina a meno di 140 km…

28/11/09 Viduedo-Sarria km.25

Partenza tra vento forte e pioggia con destinazione Sarria,il cammino si snoda tra sentieri sconnessi e fangosi e sopratutto pieni di…lettame!! Comunque sia arriviamo a destinazione, io sto bene, oramai cammino senza sforzo per ore senza alcun dolore…mi ricordo quando sono partito…continuo a conoscere gente che fa il Camino, ognuno con le sue motivazioni, ognuno con i suoi problemi… Avendolo fatto io già due volte in bicicletta spesso mi sento domandare in che modo e’ meglio… Sono due cose differenti, due storie differenti… Quando ero in bici non invidiavo neanche un po’ chi era a piedi ora che sono a piedi non invidio chi e’ in bici…

29/11/09 Sarria-Gonzar km.30
… e siamo rimasti in due,io e Renaul l’ex militare francese,a Portomarin Peillo e Gina hanno deciso di fermarsi pensando di prenderci l’indomani ma…mi sa che ci vedremo a Santiago.
Oggi il percorso e’ stato molto bello e misto ed il tempo pure passando tra la pioggia al sole svariate volte e pensavo come tutto ci influenza… La musica ad esempio,mi capita di ascoltare una canzone romantica,triste e subito la mente ed il mio essere si chiudono,divento triste e nostalgico…la musica cambia,ora e’ allegra,colorata,spensierata e mi ritrovo a cantare camminando in un mondo che ora mi sembra meraviglioso…chissà domani…

30/11/09 Gonzar-Melide km.32
Abbiamo dormito in un rifugio tutto per noi, siamo partiti ed abbiamo camminato tutto il giorno fermandoci solo a mangiare qualcosa e non abbiamo visto nessun pellegrino…Mangiando c’era la televisione che mostrava le ultime notizie, dove siamo passati solo 2 giorni fa ora c’è la neve alta!!! Da novembre in poi molti rifugi chiudono e pure molti posti di ristoro così importanti per i pellegrini, ma d’altronde da novembre in poi fino alla primavera i pellegrini che vanno camminando sono pochi…
Arrivo al rifugio di Melide stanco per i continui saliscendi e per tutta la pioggia che e’ scesa oggi,un pensiero va a Peillo e Gina che per arrivare qui ne dovrebbero fare 7 km in più visto che ieri si sono fermati a Portomarin…ma le sorprese non hanno fine, un ora dopo eccoli davanti a noi esausti e felici, hanno camminato tutto il giorno senza fermarsi, volevano ricongiungersi con noi!! Che bello tutto ciò!!!!

1/12/09 Melide-Pedrouzo km.34
Penultimo giorno, da un lato sentire che oramai Santiago e’ vicina fa camminare con più energia e leggerezza dall’altra i continui saliscendi spesso impegnativi per le gambe e la pioggia che oggi non ha mai smesso mi hanno fatto arrivare a quest’ultimo albergue provato.
Domani ciDomani ci sono solo 20 km che mi separano dalla meta e chissà che un raggio di sole mi illumini la via…

2/12/09 Pedrouzo-Santiago km.20 Ultima tappa, Santiago. Partenza con il buio con l’intento di arrivare per la messa del pellegrino nella Cattedrale a mezzogiorno. Nei primi tratti di bosco devo indossare la lampada frontale per vedere dove metto i piedi, gli unici rumori sono i miei passi ed il risveglio della natura che mi circonda… i pensieri vanno…dopo 27 giorni di cammino e 700 km arrivo a Santiago, la meta per molti pellegrini, c’è anche chi dopo un giorno di riposo si gira e torna indietro sempre camminando, c’è anche chi vive nel cammino… Santiago la fine del mio Camino e come sempre provo un mix di emozioni, la voglia di tornare a casa ma nello stesso tempo la repulsione di tornare in un mondo che non mi appartiene. L’ arrivo a Santiago e’ stato divertente perché una giornalista con l’equipe televisiva, stavano aspettando il mio amico Peillo e così mi sono trovato anch’io ripreso in tv a ridere e raccontare le emozioni di un Viaggio dove l’ arrivo a Santiago per molti diventa non una fine ma un inizio di una nuova Vita.

Grazie Universo.

Asiago 2009 024